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La più grande sfida è sicuramente convincere la popolazione e soprattutto le autorità che l'inclusione sociale delle persone con necessità speciali è assolutamente necessaria.

Perchè è una impresa così ardua?

I motivi sono molteplici ma principalmente sono la staticità delle cose e delle istituzioni che rendono questo progetto molto difficoltoso.

Infatti la popolazione scarica la propria coscienza e responsabilità con citazioni del tipo "ma per queste persone ci sono le apposite associazioni che hanno tutte le "strutture e il personale adeguato alla loro assistenza" ma si limitano a questo perchè non sono in grado di approfondire l'argomento.

Le istituzioni si trincerano dietro ai maggiori costi senza specificare quali perchè non li hanno mai presi in esame e dietro al fatto che le cose così come stanno funzionano senza specificare se funzionano bene o male e quindi inutile cambiare.

Ma i voluti disinteressamenti e le volute omissioni sono come le bugie, hanno le gambe corte e per quanto corrano non fanno mai molta strada, infatti se si fa attenzione alle notizie che circolano, si raccolgono i segni di una disfatta totale delle attuali strutture, ideate per rendere "migliore" la vita delle persone con necessità speciali.

L'ultima di queste notizie è apparsa recentemente a il Quotidiano del 16.11.2016 dove l'intervista alla Fondazione Diamante al minuto 23,15, rivela che le persone con necessità speciali da loro gestite una volta raggiunta la veneranda età per poter essere accolti in una casa anziani non sono in grado di farne parte se non attraverso una apposita assistenza all'inserimento.

Questo significa che il sistema ora in atto delle scuole speciali, dei laboratori protetti, delle comunità protette e tutto ciò che fa parte di quell' Universo Parallelo creato appositamente per dare una "Migliore Assistenza " alle persone con necessità speciali non è in grado di rendere socialmente autonome queste persone.

Infatti noi sosteniamo da sempre che questo processo è possibile come è dimostrato da questa iniziativa della Fondazione Diamante, ma sosteniamo che deve iniziare fin dalla tenera infanzia con l'inclusione nel vero senso della parola di queste persone, nelle scuole dell'infanzia e poi in quelle elementari, medie  e così via fin dove la persona con necessità speciali secondo le sue potenzialità riesce ad arrivare.

Questo processo effettuato in età senile ci rivela che sono state spese grandi energie e denaro senza che queste persone siano riuscite a raggiungere un livello sufficiente di autonomia sociale, e questo è un indicatore chiaro di un processo che non funziona a dovere.

Questo nostro progetto di inclusione sociale si sviluppa attraverso una serie di eventi che coinvolgono la maggior quantità di popolazione possibile dove viene veicolato il messaggio che mette in risalto l'Universo Parallelo in cui vengono relegate queste persone.

Si sviluppa anche attraverso richiami alle istituzioni su questa discriminazione sociale con interrogazioni parlamentari e partecipazione da parte dei personaggi pubblici e della politica ai nostri eventi.

 

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